Proprio sette ponti?
Il nome attribuito alla strada del medioevo indica, sì, un numero di ponti. Ma è un'indicazione esatta?

Il numero sette ricorre spesso nei raggruppamenti, come per esempio la "sette vite" dei gatti o "i sette mari". Mentre quest'uso di "sette" viene descritta come "magica" o "simbolica", rimane un'altra interpretazione, cioè, che "sette" veniva usato in passato per indicare un numero imprecisato, "una quantità difficilmente numerabile o, comunque, non numerabile ad un colpo d’occhio o ad uno sguardo d’insieme" Francesca Dragotto - Paolo Poccetti (2011), Riflessi di sistemi numerali nell’onomastica di ambito calabrese, Università di Roma “Tor Vergata”, pp. 429-430.
Le parole "mille" e "cento" vengono usate in tanti locuzioni per indicare un numero piuttosto alto indeterminato o non specificato. "Sette" sembra aver svolto lo stesso ruolo per insiemi più ristetti.
Tanti fiumi e torrenti
Le acque che scendono dal versante nord-occidentale del Pratomagno hanno formato molte vallecole, più o meno parallele, nella loro discesa. Perciò, da Arezzo a Cascia, la via Setteponti, correndo parallelo al Pratomagno a mezzacosta, deve superare tanti fiumi e torrenti.

I alcuni casi, l'attraversamento dei torrenti minori sarà stato fatto a guado, ma per i fiumi e i torrenti più grossi serviva un ponte.
I ponti
Elenchiamo i ponti principali, da est a ovest.
Il più noto attraversamento è quello dell'Arno a Ponte Buriano.

A Loro Ciuffenna è rimasto intatto l'antico ponte a schiena d'asino.

A Certignano, la strada moderna fa un'ansa piuttosto larga, mentre la strada antica scendeva al fiume davanti al paese. Oggi, in quel luogo, c'è un ponte non particolarmente antico.

A Castelfranco di Sopra, il ponte antico sul torrente Faella, chiamato Ponte di Mandri, si trovava appena più a nord della strada attuale.

Ne rimangono le spalle dalle due parti e il muretto d'ala.

Dal ponte moderno, si intravede il muretto lato nord.

Vicino a Grania si ci sono i resti dell'attraversamento del fosso.

A Pian di Scò, per attraversare il Resco Simontano, rimane in piedi il ponte antico. È strettissimo e, vista l'altezza e la mancanza di parapetti, non agibile.

Il ponte era ancora in uso nel 1820, quando è stato indicato come attraversamento usato dalla Setteponti.

Vedia la mappa del catasto lorense (1820)
Sempre a Pian di Scò, ci sono altri due ponti da notare. Uno è stato costruito durante la seconda guerra mondiale in sostituzione al precedente, probabilmente ottocentesco, fatto saltare dalla forze tedesche in ritirata.
Il secondo è più vicino al paese e ha vari nomi: Ponte di Scò, del Cova o di Annibale. Serviva per connettere Pian di Scò con il vicino paesino di Canova. 1

Vedia la mappa del catasto lorense (1820)
Subito prima di arrivare a Cascia, su Via del ponte vecchio, bisogna attraversare il fiume Resco di Reggello. Il ponte è recente e non rimane traccia di quello antico.

Quelli sono sette!
Quelli elencati sono proprio sette, ma qui mancheranno all'appello alcuni ponti esistenti in passato.
Oggigiorno, seguendo la Setteponti, si nota principalmente le continue curve della strada; il fatto di passare sopra dei ponti è meno evidente. In contrasto, possiamo immaginare che l'esperienza del viaggiatore del Cinquecento sarà stato dominato dalla difficoltà di passaggio ai guadi e i giri fatti dalla strada nell'avvicinarsi ai ponti.
Purtroppo, su questo ponte è avvenuto un grave incidente il 1o luglio del 2023. Uno scout tredicenne è caduto dal ponte perché la balaustra a cui si era appoggiato è ceduta. Ha subito un trauma cranico ed è stato ricoverato in ospedale in elicottero. Dalla data dell'incidente il ponte è sotto sequestro giudiziaro.
Il relativo processo a un dirigente del comune si è aperto il 2 luglio del 2025.